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San Francesco, fra Leone e fra Ginepro stanno ammirando il cielo.
Fra Leone, il più erudito dei tre, traccia sul terreno il grande e piccolo carro.
Dopo aver identificato l'Orsa Maggiore, considera le ultime due stelle opposte alla coda e misura la loro distanza tra pollice ed indice riportandola per cinque volte in linee retta.
Trova così la posizione della stella Polare.
Fra Ginepro intanto, nell sua ingenuità, indica la medesima stella.
Il suo stupore è semplice, ma non per questo meno grande.
Allo stesso modo la fede dona le sue verità sia a chi le cerchi per via di meditazione, sia a chi le raggiunga con la contemplazione.
La stella polare è, nella notte, il punto di riferimento sicuro per trovare la giusta direzione, così come la parola del Vangelo guida infallibilmente chi la segue.
San Francesco contempla estasiato la notte splendente, giace immerso nel flusso dell'amore universale.
La forma del cappuccio del suo saio ricorda quella della luna a significare l'empatia con il creato e la comunione con tutte le cose.
Dopo la morte, il Santo partecipa della luce come nuova stella che brilla nel firmamento della chiesa.
Uno dei suoi frati (...) vide l'anima del Santissimo Padre salire dritta al cielo al di sopra di molte acque.
Ed era come una stella, grande come la Luna, splendente come il Sole e trasportata da una candida nuvoletta.
Vita prima di Tommaso da Celano, FF 513
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